Coltivare i talenti

 



Ti sei mai chiest* quali doni unici custodisci dentro di te, quali talenti ti rendono davvero speciale e irripetibile?

James Hillman, ne Il codice dell’anima, sosteneva che ciascuno di noi è portatore di un’immagine unica, destinata a manifestarsi nel corso della nostra esistenza. A guidarci nella realizzazione del nostro destino è il Daimon, figura molto cara a Platone: una guida interiore che agisce da costante promemoria della nostra vocazione.

A quell’immagine unica e irripetibile sono associati i nostri talenti più profondi, i talenti dell’anima.

Eppure, il percorso per riconoscere i propri doni non è lineare. Esistono due categorie di talenti: quelli dell'anima e quelli della personalità. Due aspetti distinti, ma profondamente interconnessi, della nostra natura.

 

Talenti dell’anima e talenti della personalità

Come distinguiamo i talenti dell'anima, innati e spirituali, che il Daimon ci spinge a sviluppare, da quelli della personalità, che nascono dall'adeguamento all’ambiente circostante?

I talenti dell’anima rispecchiano le aspirazioni e i desideri più autentici. Quando li esprimiamo, ci sentiamo come se avessimo trovato il nostro scopo, un senso che alimenta la vita dal suo interno.

I talenti della personalità, invece, nascono dalla costante interazione con quella porzione di mondo in cui nasciamo e cresciamo: derivano dalle esperienze di vita, dall’educazione e dal contesto familiare, dal carattere e dai tratti psicologici influenzati dall’ambiente circostante.

Un talento dell’anima potrebbe essere la capacità di ascoltare profondamente gli altri, mentre un talento della personalità potrebbe manifestarsi nella capacità di parlare in pubblico, sviluppata per esigenze lavorative.

Proprio come le Ombre, anche i talenti dell’anima possono essere nascosti nell’inconscio. I condizionamenti familiari, le aspettative sociali e il bisogno di adattarsi possono spingerci a seppellire sempre più in profondità quei doni innati che un tempo ci venivano così naturali.


Come disseppellire i talenti dell’anima?

Con un profondo ascolto di noi stess*, esplorando quello che ci piace fare e tornando con la mente ai giochi dell’infanzia, a quelle attività in cui ci immergevamo incuranti della morsa del tempo. Oppure osservando le nostre fragilità, perché a volte è proprio lì che si nascondono i talenti dell’anima.

In questo viaggio alchemico che è la vita, possiamo integrare progressivamente abilità pratiche e inclinazioni spirituali in una sintesi armoniosa.

 

Un invito alla scoperta dei tuoi doni.

Se desideri iniziare a esplorare i tuoi talenti, ecco alcune piccole suggestioni di scrittura che possono guidarti in questo viaggio di scoperta. Dedica un luogo speciale a questa attività, un angolo tranquillo o un quaderno che ami e lascia che le parole fluiscano senza giudizio. 🖍

  • Osserva le tue passioni autentiche: Cosa ti piaceva fare da bambin*? Quali attività ti fanno sentire realizzat*? Cosa ti rende felice ora? 
  • Distingui il condizionato dall'innato: Quali abilità hai appreso per adattarti e quali senti come parte intrinseca di te? Quali passioni hai accantonato perché non sostenute da chi ti circondava? O quali passioni hai continuato a coltivare in sordina, nonostante le difficoltà? 
  • Affronta i blocchi emotivi e psicologici che ostacolano la tua crescita personale e spirituale. Identifica quella parte di te che ti blocca nel realizzare le tue passioni.

È un Giudice Interiore implacabile? Ascoltalo! Ogni nostra subpersonalità è nata da un bisogno e, nel momento in cui si è generata, era funzionale; magari rispondeva a una richiesta di perfezione che proveniva dall’esterno e che abbiamo interiorizzato, come nel caso del Giudice Interiore. Forse è tuttora funzionale, almeno finché non ci congela nell’azione: ad esempio, il nostro censore interno ci spinge a dare il meglio di noi stess*. E questo non può essere un disvalore!

Natalie Goldberg, a proposito del censore interno, scrive: “Meglio lo si impara a conoscere, questo revisore, e più facile diventa ignorarlo. Dopo un po’, quello che dice diventa semplicemente un chiacchiericcio di sottofondo, come le ciance di un vecchio ubriacone.”

 

Un esercizio per dialogare con il tuo Giudice Interiore - o con qualunque altra parte tu abbia identificato come ostacolo alla realizzazione dei tuoi talenti -. 🖍

Fase 1: Ascolta quella parte di te che ti sta bloccando. Come si fa ad ascoltare una parte di noi attraverso la scrittura? Scrivendo quello che costantemente ci sussurra nelle orecchie. 

Dedica qualche sessione di scrittura ad ascoltarla: 10-15 minuti al giorno per almeno una settimana. Inizia da una domanda: Cosa mi sta impedendo di andare avanti con i miei sogni? Lascia che la mano scriva liberamente, senza censura. Non preoccuparti della forma, dell'ortografia o della grammatica. Concentrati solo sull'ascoltare il dialogo che quella parte che ti ostacola sta cercando di instaurare con te. Se si tratta del Giudice Interiore, forse ti dirà cose come: "Non sei abbastanza brav*", "Non meriti successo", "Non è il momento giusto", o "Non ce la farai mai". Ogni pensiero che emerge può essere un indizio su ciò che ti ostacola.


Fase 2: Scrivi una lettera a questa parte di te. Ora prova a scrivere una lettera a questa voce interiore. Scrivi come se stessi parlando direttamente a lui/lei. Ecco alcune domande che potresti porti mentre scrivi la lettera:

  • Cosa ti direi se ti avessi di fronte, con calma e senza paura?
  • Cosa mi impedisce di vivere la mia vita con coraggio?
  • Come posso fare spazio alla mia parte creativa, senza giudicarmi?
  • Cosa ti chiedo di lasciare andare per permettermi di crescere?

Scrivere una lettera non solo ti aiuta a mettere in parole ciò che senti, ma crea anche una sorta di "distanza" emotiva, che ti permette di vedere le tue paure e blocchi con maggiore lucidità.

 

Conclusioni.

Non tutti possiamo vivere dei nostri talenti, non sempre e non subito. Ma continuare a coltivarli, ritagliando del tempo per farlo nelle giornate piene di impegni, conferisce loro senso.

🌿 Il mio invito, quindi, non può che essere quello di ascoltare quella voce interiore che ti guida verso la tua vocazione unica, senza declinarne mai le sollecitazioni. Nei modi e nei tempi in cui ti è possibile farlo.

Qual è il tuo talento che aspetta di emergere? 

Scrivimi nei commenti o condividilo con me: sono curiosa di conoscere il tuo viaggio. 

Fammi sapere anche se hai trovato in questo articolo qualche spunto di riflessione utile. 💡

Un abbraccio creativo! 🌼

 

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