La dieta delle parole. Parole pensanti.
Ogni nuovo inizio chiama una dieta. Una dieta di parole.
Se ci pensi, anche le parole
hanno un peso: quelle che rivolgi agli altri e quelle che usi nell’incessante
dialogo silente che intrattieni con te stess*.
Agostino Degas scrive: “Le
parole non sono mai parole. Possono essere delicate come piume, altre volte
sono pesanti come macigni. A volte emozionano, consolano, accarezzano. Altre
volte offendono, condannano ingiustamente, fanno del male, fanno soffrire.
Perché le parole possono essere carezze per l’anima o pugni nello stomaco […].”
Il peso specifico delle
parole non è affatto scontato.
Certo, non c’è alcun dubbio
che le parole che offendono o veicolano giudizi siano pesanti. Ma che dire di
quelle più subdole, che magari ripetiamo a noi stess* senza neppure farci caso,
come, ad esempio, i termini che emettono sentenze inappellabili:
"sempre", "mai", "assolutamente", "non sono
capace"?
Sono saracinesche che si
chiudono, lasciando fuori ogni possibilità di riuscita, di apertura al nuovo,
di cambiamento.
“Non sono capace”. E
abbandoni il campo o non ti metti neppure in gioco.
Ora ti invito a sentire la
differenza: “Non sono capace ANCORA / PER IL MOMENTO”. Abbiamo già perso un
chilo.
Ecco una proposta di scrittura
per te ✍️.
📝Fai un
elenco di tutte le parole ed espressioni pesanti che rivolgi a te stess*.
Osservale: alcune affondano le radici lontano nel tempo, magari in qualcosa che
ci è stato detto o che abbiamo vissuto in passato.
Lasciale sedimentare sul
foglio per qualche giorno, per una settimana. Il tempo necessario.
Quindi riprendi in mano
l’elenco: è completo? O vuoi aggiungere altre parole? E le parole che hai
scritto possono essere alleggerite in qualche modo? Provaci.
🌿Prestiamo attenzione alle
parole che rivolgiamo agli altri e a noi stess*: le prime parlano di noi, le
altre parlano a noi.
Facciamo in modo che siano PENSANTI e non pesanti!
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