Viva viva la Befana!

 


La Befana vien di notte

Con le scarpe tutte rotte

Col cappello alla romana

Viva viva la Befana!”

 

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, questa simpatica vecchina, a cavalcioni di una scopa, sorvola i tetti delle abitazioni e, calandosi dai comignoli, riempie di dolciumi e carbone le calze dei bambini, lasciate appese ai camini.

 

Il personaggio della Befana affonda le radici in antiche leggende pagane, legate alle tradizioni del mondo contadino: si pensava che, nelle dodici notti successive al solstizio d’inverno, dedicate alle celebrazioni per la rinascita della natura, misteriose figure femminili volassero sui campi per propiziarne il raccolto nei mesi a venire. A guidarle, secondo alcuni era Diana, la dea lunare della caccia e della vegetazione, secondo altri Sàtia, divinità minore della sazietà; altri ancora pensavano fosse Abùndia, dea dell’abbondanza.

La tradizione la vuole vecchia, con il volto grinzoso e il sorriso sdentato, a rappresentare la fine di un ciclo. D’altro canto, “l’Epifania tutte le feste porta via!”. 

E i suoi doni, anche il carbone, sono beneaugurali.

 

Ecco un piccolo atto psicomagico[1] propiziatorio, ispirato all’Epifania.

Pensa ad un oggetto che vorresti trovare oggi nella calza della Befana. Un simbolo di quello che desideri per te stess* nel nuovo anno. Disegnalo oppure modellalo con il materiale che preferisci: dagli una forma, che sia visibile, magari anche tangibile. 

E ora scrivi l’augurio che dedichi a te stess*.

In alto le penne e Buona Epifania!

 

Immagine di RitaRiva da Pixabay.


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[1] Psicomagia: una terapia panica, Alejandro Jodorowsky.


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