Vademecum di sopravvivenza per il nuovo anno
Perché si possa
parlare di Scrittura Terapeutica è necessaria la presenza di un professionista
che strutturi delle consegne di scrittura sulla scorta di un obiettivo mirato e
accompagni l’utente nel riattraversare il testo, fornendo spunti di riflessione
su di sé.
L’atto di scrivere,
ad ogni modo, è “terapeutico” di per sé: è ritagliarsi uno spazio e un tempo
per coltivarsi, mettere su carta i personaggi che popolano i nostri mondi
interiori; cercare e, nel tempo, trovare la nostra unica, irripetibile voce in
un coro di voci tutte uguali. Ed è popolare e democratico: bastano un foglio,
una penna e un po’ di immaginazione.
Per scrivere non è necessario
essere scrittori né tantomeno essere animati da velleità in tal senso. Come
dico spesso nei laboratori di Scrittura Terapeutica che conduco, se dovessimo
essere Italo Calvino per impugnare la penna, sentiremmo migliaia di
stilografiche cadere all’unisono, in tutto il mondo, con un tonfo sordo sul
foglio rimasto bianco.
Ecco, le mie proposte
di scrittura creativa vanno accolte con questo intento: coltivarsi.
E questo è lo spirito
con cui vi propongo anche la suggestione di scrittura che segue:
“PENSA AD UN VADEMECUM
DI SOPRAVVIVENZA PER IL NUOVO ANNO: SCRIVI CINQUE O PIÙ COSE DA FARE O DA AVERE
CON SÉ, IN CASO DI EMERGENZA”.
Usa la penna blu e un
po’ di fantasia.
Al solito, mi sono
cimentata anch’io nell’impresa:
VADEMECUM DI
SOPRAVVIVENZA PER IL NUOVO ANNO
Cosa bisogna avere in
caso di emergenza:
1. Un
paio di scarpe comode, per affrontare sentieri impervi e correre in maniera
agevole (verso o via da), quando necessario.
2. Una
mappa del tesoro, per sapere sempre dove andare.
3. Una
bussola, per ritrovare la strada quando ci si perde.
4. Un
bastone multiuso: per tracciare i confini personali e difendersi da chi non li
rispetta.
5. Un
apparecchio acustico, per ascoltare meglio la voce del proprio istinto.
Cosa bisogna fare:
6. Riempirsi
la tasca di una manciata di autostima, il mattino prima di uscire di casa, e
tirarla fuori all’occorrenza nel corso della giornata.
7. Identificare
sempre l’uscita di emergenza, ovunque ci si trovi, e imboccarla a gambe levate al
primo segnale di pericolo.
8. Ricordarsi
di mettere in borsa “Dio li fa e poi li accoppa” di Giobbe Covatta, per
affrontare la giungla quotidiana con la giusta dose di autoironia.
Questo è il mio personale vademecum di sopravvivenza per il 2024. Se va anche a te di cimentarti in questa piccola impresa, fammelo sapere. È fondamentale avere sempre un piano d'emergenza pronto! 😉
In alto la penna e
buona scrittura creativa! ✍️
Foto di vialevo da
Pixabay.
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