La Vigilia di Natale

 

Foto di Jill Wellington


La Vigilia di Natale tutta la famiglia si riuniva a casa dei nonni. Una ventina di persone stipate in un tavolo da dieci. Ai più piccoli era riservato un tavolino a parte, dove si brindava a bicchieri di aranciata e Coca Cola.

Nonna Mariannina preparava baccalà e cavolfiori fritti in pastella. Le pastinache ripassate in padella erano le ultime ad arrivare a tavola e le prime a finire.

Alla seconda portata, nonno Pasquale era quasi sempre un po’ alticcio e, ad ogni nuovo bicchiere di vino rosso, di fronte alle rimostranze di nonna, sentenziava: “L’acqua fa arrugginire le budella”.

A fine cena, la tavola sparecchiata si riempiva di dolci e di carte. Zio Enzo proponeva di giocare ad Asso Piglia Tutto e a Chili di Merda e non c’era volta che lui o mio cugino Francesco mancassero di accaparrarsi il bottino.

Il 48 “O muort che parla” ed il 77 “Le gambe delle donne” accompagnavano il finale di serata, tra le risate dei commensali.

 

I miei familiari mi perdoneranno se ho romanzato il ricordo. Ad ogni modo, non mi sono discostata troppo dalla realtà di quelle meravigliose Vigilie di Natale con la famiglia al completo, che mi sembra appartengano ad un tempo lontano. Sfumate come una foto vintage. Calde come una coperta di lana.

 

Ecco una proposta di scrittura creativa, in vista delle Festività alle porte, tratta da “642 Idee per scrivere” della San Francisco Writers’ Grotto:

“Descrivi a un perfetto sconosciuto una tradizione familiare che ti è molto cara”.

 

Il Natale chiama la famiglia, le radici, gli affetti, i ricordi. Attingete a piene mani da questi serbatoi inesauribili di emozioni e impugnate la penna.

Esiste un’infinità di cose su cui scrivere, e la vostra storia può imboccare una miriade di direzioni originali” Po Bronson, San Francisco Writers’ Grotto.


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