Le porte
A settembre ho proposto in un gruppo di scrittura terapeutica creativa il laboratorio “Le porte” e, mentre i miei utenti scrivevano i loro testi, ho assecondato anch’io la chiamata a impugnare la penna: ho scelto la mia porta e ne ho varcato la soglia.
L’Osteria
del Tempo Perso
L’osteria
era immersa in una nuvola di fumo dolciastro. Vaniglia e cenere, il sigaro di
Compare Turiddu.
Eccolo
là, il Compare.
Sdraiato
sulla poltrona d’ingresso, con i piedi appoggiati al tavolino di fronte,
stringeva la Gazzetta dello Sport fra le mani. Grugniva a malapena, quando
qualcuno entrava nell’osteria. Era il suo saluto.
Soltanto
gli sporadici colpi di tosse lo facevano muovere: lo stomaco prominente
sussultava tutto, mettendo a dura prova la tenuta dei bottoni.
Le due
cameriere nel frattempo facevano avanti e indietro dalla cucina.
Ogni tanto il rumore di un bicchiere rotto dava un ritmo a questo frenetico
andirivieni.
Allora
dalla cucina una voce femminile urlava: “Adelinaaa”. La cameriera più magra
abbassava lo sguardo ed accelerava il passo, rassegnata a ricevere la
quotidiana ramanzina.
Ma che
profumi soavi provenivano da quella porta basculante! Salsiccia e friarielli,
carne alla brace, zuppa di cotiche e fagioli.
Avrei
giurato di sentire anche gli effluvi acri dell’aceto diffondersi nell’aria.
Insomma,
se si arrivava all’Osteria del Tempo Perso prima che gli avventori affollassero
il locale, in quel marasma generale una cosa era chiara: a dispetto del nome,
là nessuno perdeva tempo. Eccetto il Compare Turiddu.
Ho alimentato negli anni un certo feticismo per le porte: portoni in legno massello, intagliati, porte segnate dal tempo; e ancora pomelli, maniglie arrugginite, batacchi ad anello.
Nel contesto di questo laboratorio, la porta è un diaframma, che separa la realtà dal mondo immaginativo. Varcarne la soglia significa immergersi nel processo narrativo: cosa si nasconde al di là di essa? Quali personaggi si animano, quali storie prendono forma al riparo da occhi indiscreti?
…E voi avete
mai provato ad aprire con l’immaginazione una porta?
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