Il diario

 

    


        "Caro diario": quante volte, da bambini, queste parole hanno dato il via al resoconto delle nostre piccole avventure quotidiane?

 

Accolte nelle pagine privatissime del diario personale, scritto subito prima di andare a dormire e riposto in un cassetto off limits per chiunque altro. Un rituale che metteva il punto alla giornata appena trascorsa, ripercorrendo le emozioni e i pensieri che aveva portato con sé.

 

 

Per quanto mi riguarda, da piccola ho iniziato a scrivere il diario dopo aver letto il Giornalino di Gian Burrasca.

Vamba ha usato la forma diaristica per raccontare le esilaranti avventure e la straordinaria capacità di combinare guai del protagonista, Giannino Stoppani, per tutti "Gian Burrasca".

Man mano che si procede nella lettura del romanzo, si è portati a immedesimarsi in Giannino, a osservare le scene descritte nelle pagine del giornalino con gli stessi occhi fanciulleschi di quel birbante, destinato, suo malgrado, a svelare gli imbrogli e le ipocrisie degli adulti che lo circondano.

 

Torniamo a noi. A dispetto di quanto si possa pensare, il diario non è un'attività ad uso esclusivo dei bambini.

Come osserva Umberto Galimberti, autore del Dizionario di Psicologia, "c’è un mucchio di gente che vive a propria insaputa". A vivere alienati da se stessi non sono tanto i giovani, quanto piuttosto gli adulti, che consacrano cinque giorni alla settimana alla realizzazione degli scopi dell'apparato di appartenenza, mentre nel weekend fuggono da se stessi come dal peggior nemico.

La scrittura in generale serve a riconnetterci con noi stessi. Il diario, in particolare, ci aggancia al presente e pone l'accento sul vissuto emotivo.

Le emozioni, queste sconosciute! Siamo talmente abituati a vivere di corsa, che spesso non ci prendiamo neppure il tempo di capire come stiamo.

 

Un buon proposito per l'anno nuovo può essere quello di cominciare a scrivere il diario personale.

Se questo termine, "diario", ci sembra anacronistico passati i trenta, possiamo chiamarlo taccuino, quaderno, annotazioni giornaliere o ancora giornalino, se ci vogliamo ispirare a Gian Burrasca.

La sostanza non cambia.

 

Allora, in alto l'agenda e la penna e buon diario a tutti!


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