LA NOTTE DEI DESIDERI
Si avvicina a passi svelti la notte di San Lorenzo. Affideremo i nostri desideri alle stelle cadenti, come da tradizione.
Ma tu… sei ancora capace di desiderare?
Di sentire la mancanza di quelle stesse stelle (desiderare, dal latino de sidera: "sentire la mancanza delle stelle")?
Mi sto cimentando con la tecnica dei 101 desideri di Igor Sibaldi e — incredibile a dirsi — sono riuscita a scrivere uno striminzito elenco di appena quindici desideri.
Proprio io, che dell’essere sognatrice ho fatto un vessillo. Io, che finché mi reggeva la palpebra, restavo sveglia fino a tardi per
affidarli al cielo, quei sogni tirati fuori dal cassetto e spolverati per l’occasione.
Anche quando
— non troppo tempo fa, a onor del vero — una mia amica mi ha detto che molte di quelle stelle non sono altro che
deiezioni degli astronauti, abbandonate nello Spazio.
Nonostante l’attentato alla magia di
questa notte, ho continuato a formulare desideri, con la speranza di riuscire ad affidarli alle Perseidi cadenti… e non allo scarto di astronauti dissenterici, trasformatosi in meteora infuocata a
contatto con l’atmosfera.
Insomma, proprio io, che mi sono nutrita di sogni, ora faccio fatica a formularli.
Perché desiderare è così importante?
Forse perché il desiderio è la scintilla che accende la nostra vitalità: ci orienta verso ciò che sentiamo significativo, ci fa alzare lo sguardo, ci spinge a costruire, a creare, a trasformare.
Quando desideriamo, riconosciamo che qualcosa ci manca, ma anche che qualcosa è possibile.
E impariamo ad ascoltarci in profondità: chi siamo, cosa ci muove, cosa ci fa battere il cuore. È una bussola interiore che ci guida, anche quando la meta non è chiara.
Eppure è così facile smettere di immaginare possibilità!
✨ La tecnica dei 101 desideri (secondo Igor Sibaldi)
Se vuoi metterti alla prova anche tu con questa pratica, sappi che non si tratta di una tecnica magica, ma di un esercizio di consapevolezza e apertura.
Senza fretta: puoi impiegare tutto il tempo che ti serve per redigere la tua lista.
L’obiettivo?
Imparare a desiderare davvero.
Non ciò che
“si dovrebbe” volere, ma quello che vuoi tu — profondamente,
sinceramente, senza censure.
Le regole
fondamentali
1. Scrivi “Io voglio...” all’inizio
di ogni frase. È un atto di volontà, non un sogno vago.
2. Evita le negazioni: scrivi ciò che vuoi, non ciò che
non vuoi.
3. Non superare le 14 parole (incluso
“Io voglio”): sii semplice, chiaro/a, essenziale.
4. Niente vezzeggiativi o diminutivi: il
desiderio deve essere pieno, non rimpicciolito.
5. Non chiedere soldi, ma esprimi ciò che vuoi fare,
vivere o avere.
6. Sii specifico/a: non “voglio essere felice”, ma “Io
voglio vivere in una casa sul lago, circondata dal silenzio.”
7. Non ripetere lo stesso concetto in forme diverse per
riempire la lista.
8. Scrivi solo desideri che riguardano te stesso/a. Non per
altri, anche se mossi da affetto.
9. Tieni la lista per te, come un
dialogo intimo con la tua parte più profonda.
Perché
funziona secondo l'autore?
Perché ci costringe a guardarci dentro, davvero.
I primi venti - trenta desideri vengono facili. Poi si inizia a scavare.
Affiorano desideri impensati, antichi, nascosti sotto la polvere delle abitudini. Ed è lì che succede qualcosa: il cuore si apre, la mente si allarga, il futuro prende forma.
Rileggere ogni giorno la propria lista aiuta a tenere vivi quei semi.
E quando uno di quei desideri si realizza? Lo si cancella — con gratitudine — e se ne aggiunge un altro.
Sempre 101.
Sempre in cammino.
Se inizi la tua lista, raccontamelo.
Sarò felice di camminare accanto a te, desiderio dopo desiderio: puoi contattarmi su sentieridicartaeinchiostro@gmail.com per condividere la tua esperienza.
Un abbraccio creativo.
Paola
.jpeg)
Commenti